martedì 10 gennaio 2017

I nostri lettori ci scrivono - 1

Poche righe di un lettore torinese affezionato

Caro Corno,
apprendo con dispiacere che sospenderai, forse definitivamente, la tua pubblicazione.
I tuoi articoli, i tuoi notiziari, le tue rubriche, le tue cronache premanesi, il tuo discreto, sapiente, familiare e raro artigianato dell’informazione cartacea mi mancheranno. Il silenzio dei tuoi redattori, che con sacrificio e, magari, rubando ore al sonno, hanno permesso la continuazione fino a qui della tua sana, convinta e coraggiosa presenza editoriale, si farà sentire.
Comprendo le tue difficoltà: i “blog”, i “web sites” e l’informazione telematica stanno prevalendo: costano meno e sono più flessibili. Sono anche più virtuali e, a mio avviso, difficilmente sostituibili alla tua sostanza e alla tua capacità di giungere anche alle persone anziane, a meno che i loro cari, consapevoli del “digital divide”, provvedano a materializzarti con una buona stampante a colori che ti porti ai loro occhi così come sei sempre stato.
Le mie parole, forse, ti sembreranno troppo infarcite di sentimentalismo nostalgico. Può darsi, ma alcune note di umanità spontanea e concreta, tipiche dell’identità locale che bene hai saputo rappresentare, le hai trasmesse tu ai tuoi affezionati lettori.
Credo, infine, che la tua sofferta scelta di tacere sia legata anche a questi tempi difficili, nei quali sono tornati con insistenza alla ribalta toni muscolari, urla prevaricatrici, violenze di ogni tipo che hanno esasperato il clima e hanno condotto alla spossatezza chi, come te, sulle vicende della comunità paesana, ha sempre preferito la chiarezza, certo, ma pacata e pronta al dialogo e alla documentazione delle posizioni di dissenso, con un innato senso del “pluralismo” che, senza bisogno di tante premesse teoriche, scaturisce, con la stessa limpidezza “de l’aque dol ciarel”, dal semplice, meno blasonato, ma, di questi tempi, quanto mai indispensabile buon senso.
Grazie, comunque, a te e alla tua redazione e, spero, in qualche modo, a presto.
Antonio Bertoldini - Torino

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